Una scuola per il futuro – intervista ai soci di Horigon

Da classe B ad A3. A gennaio 2024 è stata simbolicamente riconsegnata agli studenti la Scuola Primaria Monsignor L. Ferretti, sita a Gavardo in provincia di Brescia, dopo un intervento di riqualificazione energetica in tempi record. Horigon ha seguito la progettazione architettonica, energetica e impiantistica dell’edificio coordinandosi con il progettista capofila SAV ingegneria e l’impresa Panizza 1914. In questa intervista, i due soci Horigon ci raccontano il loro punto di vista sul progetto.

Qual è stata la sfida progettuale più impegnativa

Quella di realizzare tutti i lavori a scuola aperta garantendo il regolare svolgimento delle attività didattiche al 100%. Questo aspetto ci ha imposto di organizzare via via nuovi percorsi e flussi in base all’evoluzione del cantiere, e ha avuto un impatto anche sulla tipologia di lavorazioni. Abbiamo svolto i lavori più invasivi nei mesi estivi di chiusura della scuola. Poi all’apertura abbiamo costruito un ponteggio step by step, facendo ruotare il cantiere attorno al perimetro dell’edificio lasciando ogni volta delle porzioni libere per l’afflusso degli studenti. 

Come siete riusciti a rispettare le tempistiche stringenti imposte dal Comune?

La promessa era di finire il cantiere entro il 2023 e l’abbiamo rispettata. Un risultato che ci rende molto orgogliosi soprattutto se pensiamo che abbiamo ottenuto l’incarico di progettazione solo a gennaio 2022 e per fare i lavori l’impresa aveva a disposizione poco più di 4 mesi.  Ci hanno aiutato anche alcune scelte tecniche. Per la coibentazione dell’involucro abbiamo preferito un sistema a secco. Una facciata ventilata con sottostruttura metallica e fissaggio senza colla. Una scelta performante, più rapida e meno dipendente dal meteo rispetto a un tradizionale isolamento a cappotto. 

Per farlo diventare un edificio nZEB “nearly Zero Energy Building” non avete dovuto rifare tutti i serramenti e l’impianto interno alla scuola?

Grazie al progetto dell’involucro abbiamo ottimizzato i consumi energetici senza dover necessariamente intervenire nelle aule. L’edificio è abbastanza recente e i serramenti non erano da sostituire. Inoltre siamo riusciti a preservare i radiatori preesistenti facendoli funzionare attraverso la pompa di calore che scalda l’acqua che arriva nei caloriferi. Per arrivare a questa soluzione abbiamo fatto una serie di simulazioni energetiche che ci hanno rassicurato sulla capacità dei radiatori di mantenere una temperatura accettabile per lo svolgimento delle lezioni in inverno, nonostante la ridotta temperatura di mandata garantita dalla pompa di calore. Poi, sempre per ottimizzare i consumi, abbiamo sostituito tutte le valvole termostatiche dei termosifoni ed eseguito un relamping con led, sostituendo anche i corpi illuminanti e migliorando in generale l’illuminazione degli spazi. 

E poi avete implementato l’impianto fotovoltaico.

Esatto. Perché non era sufficiente. Abbiamo rivisto l’intera copertura dell’edificio, coibentando il sottotetto, ripristinando il manto e isolando la gronda che presentava dei ponti termici rilevanti. I pannelli che c’erano sono stati smontati e rimontati per poi implementare l’impianto fotovoltaico con oltre 70 pannelli in più, per un totale di 32kW, e un impianto di accumulo che ne migliora le prestazioni. Ora, come nZEB, è un edificio a bassissimo consumo e quel consumo è coperto dalla produzione di energia in situ. 

Gli studenti sono consapevoli del valore di questo intervento?

Crediamo di sì. La cerimonia di inaugurazione è stata molto emozionante. Durante il taglio del nastro si percepiva la presenza, anche fisica, dello Stato che si attiva a favore del territorio e delle persone che lo vivono nel quotidiano. L’amministrazione ha riconsegnato la scuola ai ragazzi, al futuro. Se ci pensiamo, la scuola è il primo edificio pubblico che viviamo nella nostra vita. È qui che inizia un’idea di collettività. Sono tante le scuole in Italia che hanno bisogno di rinascere. Non possiamo demolirle tutte. Dobbiamo riutilizzare gli spazi e prolungare la vita utile di questi edifici, come abbiamo fatto qui a Gavardo. È anche questa la missione di Horigon.

Guarda il progetto Scuola Gavardo