Dal calcolo alla pratica. Il valore di progettare su dati reali.

In un mondo sempre più orientato all’automazione di ogni processo, si tende a pensare che anche il lavoro di progettazione del comfort possa essere delegato a una mera analisi numerica realizzata a tavolino. La verità è che ci occupiamo di fisica degli edifici e dobbiamo sempre verificare che i numeri identificati al computer siano corretti nel mondo reale. Per farlo è necessario “sporcarsi le mani”, agire sul campo: misurare, monitorare e apportare nel caso i giusti correttivi. Lo vediamo con 3 esempi pratici sui vari aspetti della progettazione.

Campo acustico

Quando si progetta un impianto dal punto di vista acustico occorre rispettare una serie di norme per limitare il rumore e garantire il benessere di chi occupa l’edificio, ma è necessario un collaudo acustico per avere la certezza che la nostra progettazione rispetti davvero tutti i parametri. In alcune scuole ad esempio oggi si utilizzano i fan-coil per riscaldare e raffrescare le aule. Se con le ventole al minimo abbiamo un rumore di fondo tollerabile, aumentando la velocità i decibel possono salire in maniera importante. Quanto? Occorre valutarlo prima di eseguire i lavori. Adottare dei correttivi successivamente potrebbe richiedere interventi decisamente invasivi. Progettare l’impianto per un funzionamento a bassa velocità è fondamentale. In fase di collaudo si può quindi verificare che i risultati teorici coincidano con la realtà dei fatti.

Campo energetico

Per calcolare i consumi di un edificio, abbiamo a disposizione modelli evoluti in grado di considerare moltissime variabili: dal numero di persone presenti alle luci accese fino alle temperature raggiunte durante tutto l’anno. La potenza di calcolo del software è impressionante ma prima di progettare è necessario calibrare il modello sulla realtà attraverso un’attività di monitoraggio dei dati. Non solo: occorrerà verificare in una fase successiva se i consumi e le temperature sono coerenti con le nostre aspettative.

Campo tecnologie costruttive

Lavorando di norma su edifici esistenti, capita spesso di dover comprendere come è costruito un fabbricato saggiando la trasmittanza di una parete. Sappiamo magari che un muro è spesso “x” centimetri ma non possiamo sapere (senza prove distruttive) se all’interno è presente dell’isolante termico e in generale quanto sia efficiente a livello energetico. Per farlo, dobbiamo ricorrere a indagini non distruttive come la valutazione della trasmittanza in situ svolta misurando la differenza di temperatura tra l’esterno e l’interno e il flusso di calore.

Come abbiamo visto, in tutti gli aspetti considerati – acustico, energetico e costruttivo – è fondamentale un lavoro sul campo che metta in sinergia la teoria con la pratica, i calcoli del software con i dati reali, gli strumenti tecnologici con la competenza dei professionisti.